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Donna e manager : Empowerment …è una parolaccia ?

di Vittoria Nervi



Le donne portano sulle loro spalle l’altra metà del cielo

In questa rubrica mi sono occupata fino ad ora dei vari aspetti dell’empowerment delle donne dal punto di vista professionale (competenze,skills…) alla problematica del work-life balance ( come tenere in equilibrio lavoro e carriera) fino al marketing personale ( immagine compresa).

Empowerment è una parola inglese che può essere tradotta in italiano con “conferire poteri”, “mettere in grado di”, “aumentare il proprio potere interno”, “responsabilizzazione”, “darsi il permesso di”, “potenziamento”.

Cosa significa empowement  dal punto di vista femminile?
empowerment sociale
facilitare l’accesso all’informazione, alla cultura, alla professionalità, alla partecipazione attiva nella società, alle risorse finanziarie;

empowerment politico
attribuire alle donne  una voce autorevole ed un ruolo decisionale nei processi collettivi

empowerment psicologico
a presa di coscienza della propria forza individuale che si manifesta nella fiducia nelle proprie capacità.

Concretamente significa
*valorizzare le proprie conoscenze, competenze ed abilità attraverso la autopromozione del proprio ruolo professionale e la consapevolezza del proprio potere personale
*accrescere la propria autostima e quindi  acquisire maggiore capacità di “buttarsi”, di accettare le sfide
*possibilità di decidere, di avere voce in capitolo nella famiglia, nella società,  nella politica

Perchè in Italia è così difficile portare avanti questo processo di empowerment?
Ci  sono alcune ragioni strutturali come

* una strategia sulle pari opportunità in ritardo rispetto ad altri paesi per ragioni storiche e culturali.
I principi delle pari opportunità nella legge italiana sono contenuti nella Costituzione agli Artt. 3, 37, 51 e 117.
Il D. Lgs.93 dispone che almeno 1/3 delle donne sia parte nelle commissioni degli uffici pubblici.

*La permanenza di stereotipi nei confronti della presenza femminile nei luoghi decisionali

* lo scarso impiego dei Fondi strutturali (Fondo sociale europeo) per valorizzare le risorse umane

*la mentalità del partner.
Il maschio italiano collabora poco in famiglia: ha ancora la concezione che sia la donna a doversi occupare dei bambini e della casa, come aveva fatto sua madre.
La donna che lavora oltre a farsi carico del suo lavoro, deve gestire la casa e spesso occuparsi dei figli  e talvolta anche dei genitori malati.

*la necessità di dimostrare di essere capaci, cosa che non sempre si richiede agli uomini

*impossibilità per le donne di tenere ‘un ritmo’ e di tenere un equilibrio fra professione e impegni familiari
( i servizi sociali sono scarsi)
 Cosa dice la Costituzione Art. 37?
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

C’è uno Stato sociale ‘amico’ delle donne?    Ci sono provvedimenti concreti ?
ad esempio
più part-time;  flessibilità, parità nei percorsi di carriera e nelle retribuzioni,tutela della maternità e della conciliazione dei tempi di famiglia e lavoro?

Un esempio
Francia : tasse
una famiglia di 5 persone con tre figli a carico, paga 400 euro di tasse.
 Italia
circa 4300.

Francia
 il costo della baby sitter è detraibile
 ha diritto agli assegni familiari il 100% della popolazione
esistono molti tipi di assegni familiari
Italia
il costo della babysitter lo paghi e basta
assegni familiari: solo i dipendenti ,solo un tipo,cifre più basse

asili
Francia
La rete di asili funziona molto meglio che in Italia, infatti larga parte dei bambini francesi ci vanno.
Italia
gli asili nido sono carenti: il 50% dei bambini viene affidato ai nonni ..e meno male che ci sono ..per coprire i disservizi.
Per le donne che non riescono a contare sui genitori, e non trovano posto negli asili, l’unica alternativa è lasciare il lavoro.

Congedi di maternità
in Italia e in Francia sono paragonabili
La differenza è quando nasce il secondo figlio poicé  la donna francese dal secondo figlio in poi può chiedere un’aspettativa più lunga: anche di tre anni.

In Francia la donna che lavora è incentivata da contratti part time, non a caso più una donna occupa posti alti nell’azienda, più ha figli.
In Italia è  il contrario.

Ma ci sono anche delle difficoltà che dipendono dalle donne stesse
*incapacità di fare lobby
* invidia
* incapacità di fare squadra e di definire un obiettivo prioritario
* mancanza di reti di sostegno, di una rete ( un network) di supporto tra donne.

Il risultato?
Un senso di isolamento, di solitudine che porta alla fine alla rinuncia.

Cosa fai tu per il tuo empowerment?

Cosa fai con le altre donne dove vivi e dove lavori?


 Leggi   La SWOT    prima parte    seconda parte    

                                               5 MITI sull’Inglese

  NET- INFORMAZIONE
Francia : La repubblica dei bambini

Demetra Progetto
 

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1 Commento a “Donna e manager : Empowerment …è una parolaccia ?”

    Sonia scrive:

    Questo articolo cade a fagiolo…nella giornata di oggi ho avuto l’ennesima (purtroppo per me!!!) conferma che il mio essere donna mi penalizza!!! Il mio nuovo responsabile svizzero palesemente dimostra di non avere alcuna considerazione di ciò che faccio…fisime da donna (come dicono gli uomini)?? Ma solo noi donne vediamo sempre quello che non esiste?? ma possibile che bisogna sempre dare di più per avere il minimo della considerazione????


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